Il Concept

Garage Italia Customs è l’evoluzione contemporanea dell’eccellenza artigianale italiana
di una volta e del desiderio di possedere qualcosa di unico. Nel rivolgersi a intenditori della
‘cultura tailor made’ internazionali, Garage Italia Customs vuole dare il giusto valore
alla personalità e al gusto estetico di ognuno realizzando progetti di restyling esclusivi
e custom-made, che nascono grazie alle più moderne soluzioni presenti
nel settore automotive.

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TECNICHE DI TAILORING

Garage Italia customs è un hub creativo in cui ricerca, sviluppo e stile si intrecciano grazie alla presenza di Personal Designer competenti e aggiornati, che concepiscono, interpretano ed elaborano le richieste di ciascun cliente dal principio alla fine.

I servizi offerti comprendono esecuzioni personalizzate di verniciatura e tecniche innovative di wrapping per rivestire la carrozzeria, oltre al restyling di interni attraverso un approccio del ‘fatto su misura’.

La definizione del progetto creativo avviene attraverso un’ampia gamma di materiali, tessuti e colori, e unitamente alla realizzazione di feature ricercate, permette la possibilità di effettuare interventi di stile illimitati.
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I MAESTRI

I servizi esclusivi di Garage Italia Customs vengono eseguiti da professionisti di alto livello del settore, che hanno come principale obiettivo quello di soddisfare le richieste dei clienti mirando all’eccellenza.

Creatività, cura del dettaglio, tecnologie avanzate ed esperienza si incontrano, trattando e trasformando ogni progetto in una vera e propria opera d’arte.
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L'ATELIER

Garage Italia Customs si trova a Milano, la città della moda e del design per antonomasia. In un prossimo futuro, l’headquarter attualmente sito in Via Pizzoni 1 si sposterà per presidiare una zona storica per l’industria automobilistica. Riflettendo un retaggio Made in Italy proprio come il brand, e proponendone una rivisitazione progressista, Garage Italia Customs sorgerà presso la stazione di servizio Agip di Piazzale Accursio concepita dal grande architetto Mario Bacciocchi nel 1952.